martedì 17 aprile 2012

Il tentativo di sottrarci l'istituto Piersanti Mattarella e la lettera del sindaco Giacomo Scala.

Da qualche giorno abbiamo appreso con profonda preoccupazione che l’istituto superiore Piersanti Mattarella, unico istituto di istruzione secondaria del paese, secondo il decreto regionale 1103, a firma dell’assessore Mario Centorrino, è oggetto di fusione con l’istituto superiore Danilo Dolci di Alcamo, che diventerebbe la sede principale. Il decreto corregge il precedente n. 806, dove veniva prevista l’aggregazione e non la fusione. Ma la fusione è prevista solo in presenza di istituti con meno di 500 alunni, mentre il nostro ne conta di più, al contrario del Danilo Dolci di Alcamo. E’ un istituto formato da quattro scuole (Liceo classico, Iter, Istituto professionale per le Attività Marinare e Istituto Tecnico di Calatafimi-Segesta), allocato in locali di nuova costruzione. Il decreto rischia di far scomparire il nostro unico istituto superiore che, invece, ha tutte le carte in regola per mantenere identità ed autonomia. Penso ai genitori, agli alunni ed anche all’economia locale, come sottolinea il preside Giuseppe Lo Porto nella lettera che vi riporto di seguito.  Ma su quali parametri e valutazioni è stata decisa la modifica del decreto, da aggregazione a fusione? Mi amareggia  e mi lascia molto perplesso il fatto che sembra proprio derivare da una lettera inviata all’assessore regionale dal sindaco di Alcamo  Giacomo Scala. A nome dell’Anci, Giacomo Scala,  pur conoscendo lo sviluppo economico e sociale di Castellammare degli ultimi anni, ne parla come di un centro inesistente e autoproclama Alcamo “capitale del Golfo di Castellammare”. Vi invito a leggere la lettera, che pubblico qui di seguito, per trarne le vostre conclusioni. Non ci fermeremo perché non accettiamo queste logiche campanilistiche ed esclusivamente politico-strumentali, che mirano solo a mortificare noi castellammaresi senza tenere conto della nostra storia economica, sociale e scolastica. Non vado oltre e vi prego di farmi presente i vostri commenti in proposito. Già nelle prossime ore vi darò altri dettagli.
Marzio Bresciani.



 Lettera del dirigente scolastico Giuseppe Lo Porto

Le vacanze di Pasqua ci hanno fatto trovare dentro l'uovo la sorpresa di un nuovo decreto dell'Assessore regionale confezionato appositamente per la nostra Istituzione scolastica e per la nostra comunità. Il Decreto Assessoriale n. 1103 del 30/03/2012, trasforma la precedente aggregazione dell'I.S. Dolci di Alcamo al nostro Istituto in fusione tra i due Istituti, ridefinendo persino la sede principale che dovrà trovarsi ad Alcamo. Al di là della modifica da "aggregazione " a "fusione" (con conseguente maggior mole di lavoro per gli uffici, chiusure di bilanci e nascita di un nuovo Istituto Superiore, pur presentando il nostro Istituto una popolazione scolastica maggiore di 500 alunni - ergo normodimensionato - e, quindi, in contrasto con la Legge regionale 6/2000 che stabilisce che la fusione può avvenire esclusivamente in presenza di due Istituti sottodimensionati), quel che maggiormente lascia perplessi e interdetti è la decisione unilaterale (pur in presenza di parere contrario dell'unico Ente locale legittimato ad esprimere un parere vincolante, ovvero la Provincia Regionale di Trapani) presa a seguito di richiesta del Sindaco di Alcamo (il quale non ha specifica giurisdizione in materia di aggregazione o fusione di Istituti scolastici del secondo ciclo) di annullare la precedente delibera di aggregazione e far scomparire l'unica Istituzione scolastica del secondo ciclo dal nostro territorio, al fine di mantenere ben 5 Istituzioni nel Comune di Alcamo. Cosa comporterà questa nuova decisione? La scomparsa degli uffici da Castellammare del Golfo, l'accentramento di tutta l'attività amministrativa e decisionale ad Alcamo, con conseguente grave nocumento per i genitori, i docenti e persino l'economia locale (ad esempio i fornitori di beni e servizi che perderanno anche quelle poche opportunità offerte da una scuola che richiede i servizi alle aziende locali). Ma quel che più lascia amareggiati è la consapevolezza che tale decisione non nasce da esigenze amministrative, contabili, di risanamento delle finanze pubbliche o di miglioramento dei servizi alla cittadinanza. Non sappiamo, ad oggi, quali siano state le motivazioni che hanno indotto l'Assessore regionale, on. Centorrino, a modificare il precedente decreto, né conosciamo (pur essendo un nostro diritto venirne a conoscenza) il contenuto della nota con la quale il Sindaco di Alcamo sembra sia riuscito ad ottenere la modifica della suddetta decisione. L'unica certezza che ho, al momento, è che chiunque venga a conoscenza di tali modifiche resta quantomeno perplesso dinanzi a tale "assenza" di motivazioni. Vi assicuro che chiederò di sapere, che cercherò di capire, che proverò a far valere le ragioni di chi crede che la scuola deve essere al servizio del cittadino, che l'Istituzione pubblica esiste solo perché "serve" alla comunità. Nel frattempo, auguro a tutti voi una serena conclusione di anno scolastico e mi rendo disponibile a fornirvi qualsiasi ulteriore informazione.

Segue il testo del commento del dirigente, successivo alla lettura della nota del sindaco di Alcamo:

Nella nota inviata dal Sindaco di Alcamo all'Assessorato regionale si omette di rilevare che la decisione di trasferire gli uffici presso l'IPAA Dolci di Alcamo priverà la Città di Castellammare del Golfo (il cui Sindaco, sono sicuro, potrà affermare che è anch'essa in crescita dal p.d.v. sociale ed economico) dell'unica Istituzione scolastica superiore in grado di favorire e canalizzare la crescita culturale locale. Si dimentica, inoltre, che a Castellammare del Golfo esiste già da anni un Istituto costituito da ben quattro scuole (IPSAM, ITER, Liceo Classico, Tecnico di Calatafimi) che hanno fatto la storia della comunità locale; scuole, peraltro, nate ben prima dell'I.S. Dolci di Alcamo. L'I.I.S.S. Mattarella, è bene ricordarlo, nasceva grazie all'applicazione della Legge regionale 6/2000 che permetteva l'attribuzione dell'autonomia “per la specificità del territorio”, quindi per il mantenimento dell'unica Istituzione scolastica (ne deriverebbe che ad Alcamo, sede di altre 4 Istituzioni scolastiche superiori, tale Istituto , frutto di aggregazione di scuole con caratteristiche diverse – liceo, tecnico e professionale - non potrebbe verificarsi per legge). Non sarà superfluo, inoltre, ricordare che i locali che ad oggi ospitano la sede centrale dell'Istituto Mattarella sono di nuova costruzione, ampi ed accoglienti, con infrastrutture all'avanguardia anche dal p.d.v. tecnologico, informatico e multimediale.
Io credo che, mettendo da parte l'orgoglio che può scaturire da atteggiamenti “campanilistici”, debba prevalere la forza della ragione e che i decisori politici debbano necessariamente tenere in considerazione la normativa vigente, non perdendo di vista l'unico scopo per cui nasce l'esigenza di “dimensionare” le Istituzioni scolastiche: la necessità di ridurre i costi, cercando di non mortificare il territorio privandolo di punti di riferimento certi e autorevoli. In tale ottica ben si porrebbe il mantenimento della sede centrale a Castellammare del Golfo, con il conseguente reperimento di ampi e confortevoli spazi nella sede di Alcamo (ovvero i locali attualmente occupati dagli uffici amministrativi) per ospitare gli alunni dell'IPAA Dolci che giornalmente sono costretti a recarsi a Calatafimi, con conseguente aggravio di costi per le famiglie, per l'amministrazione comunale e per la stessa Istituzione scolastica. Credo che questa sia l'unica chiave di lettura che oggi la crisi economica ci consente di utilizzare, al di là di qualsiasi altra decisione la cui competenza è giusto che spetti all'amministrazione scolastica e non alla politica.

Giuseppe Lo Porto - Dirigente scolastico -I.I.S.S. Mattarella - C.mare del Golfo (Tp)

1 commento:

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